La Festa del Santissimo Salvatore a Cefalù

You are here:

Cefalù è una piccola cittadina di circa 15 mila abitanti in provincia di Palermo. Bagnata dal mare, è uno dei borghi più belli d’Italia, anche grazie alla magnifica storia che ha accompagnato questo comune dall’Avanti Cristo ad oggi. Oltre ad avere paesaggi stupendi, Cefalù è conosciuta anche per una festa di carattere religioso che si tiene dal 2 al 6 agosto e che ricorda il Santissimo Salvatore. Il 6 agosto, infatti, è anche il giorno della trasfigurazione di Gesù, un’immagine rappresentata da un mosaico bizantino all’interno del Duomo di Cefalù. La comunità vive queste giornate con orgoglio e tanta passione, con giochi, feste, spettacoli pirotecnici e un momento di preghiera verso un Santo che nella storia ha sempre protetto e aiutato la città di Cefalù.

Chi è il Santissimo Salvatore, patrono di Cefalù

Questa festa ha origini davvero molto antiche e risalgono più o meno al 1100, quando venne costruita la Basilica Cattedrale di Cefalù. Una leggenda racconta che la chiesa venne costruita dopo un voto che il re Ruggero II fece al Santissimo Salvatore per salvarsi da morte certa durante una tempesta. Alcuni reperti ritrovati parlano di questa festività già nel 1159, ma anche nei secoli successivi questa pratica di festeggiare il Santissimo Salvatore non venne abbandonata. Con il tempo, il legame tra la città e il santo si fece sempre più forte: il 5 febbraio 1783, un violento terremoto mise in ginocchio l’intera Sicilia, ma Cefalù non ebbe nessuna conseguenza grazie alle preghiere fatte al Santissimo Salvatore. Definito da tutti un vero miracolo, i festeggiamenti vennero spostati al 6 agosto, sia per la stagione estiva, sia per la ricorrenza della trasfigurazione di Gesù. Lo stesso comune cambierà lo stemma: oltre i tre pesci e il pane, simboli della città, venne aggiunta l’immagine di Cristo.

Come si svolgono i festeggiamenti del Santissimo Salvatore

I festeggiamenti iniziano il 2 agosto con il dispiegamento della bandiera di Cristo al centro delle due torri della Cattedrale di Cefalù. Nel frattempo, le campane suonano a festa e i petardi imitano il suono della bombarda, una sorta di mortaio. Un’usanza antichissima che nasce sicuramente dal Re Ruggero II e che il Vescovo rilanciò dando l’esenzione doganale per otto giorni per ogni genere di animale e per il mercato: esenzione riproposta ogni anno. Il 5 agosto la città ricorda il miracolo del terremoto del 1783 che, come detto sopra, ha salvato Cefalù da un disastro epocale. Nell’ultima giornata di festeggiamenti, invece, si svolge una competizione chiamata “Antinna a mari”. Voluta dai pescatori, consiste in giovani ed anziani alla conquista di una bandiera sulla punta di un tronco reso scivoloso da del grasso e che deve essere superato nella sua interezza per vincere. Il vincitore griderà “Viva il Santissimo Salvatore”, con la risposta del pubblico presente. Il gioco è molto antico e sembra che provenga da alcuni marinai che usavano fare questa pratica nelle navi.

Sempre il 6 agosto, ultimo giorno, c’è anche la processione dei Santissimo Salvatore. La statua del Cristo passa nelle vie di Cefalù tra il silenzio e le preghiere fino a tornare a Piazza Duomo, con il Vescovo che conclude i festeggiamenti e riporta la statua nella Cattedrale. La giornata si chiude la sera con diversi spettacoli pirotecnici sul lungomare di Cefalù e con la felicità di tutta la città per aver festeggiato il proprio Santo protettore. Il 10 agosto la bandiera viene ammainata, per poi tornare l’anno successivo. Una festa che è molto sentita nella comunità di Cefalù, ma soprattutto dai pescatori che vedono il Santissimo Salvatore come loro protettore, visto che la storia racconta di come abbia sempre aiutato i marinai della zona.

Condividi

Share on whatsapp
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin